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antipasti/ primi piatti

FLAN DI ASIAGO E PORCINI SU CREMA DI ZUCCA

Il contest #logustocon è nato da una collaborazione del Consorzio di Tutela del Formaggio Asiago e 11 blogger .
Il nostro compito è stato quello di preparare un piatto utilizzando come ingrediente principale il formaggio Asiago Dop e fare l’abbinamento ad un vino in modo da esaltarne il gusto.
La ricetta ideata per il contest #logustocon  ha il sapore tipico dell’autunno, vista la presenza dei funghi e della zucca in abbinamento a due tipologie di Formaggio Asiago Dop.
Il vino in abbinamento è il Friulano, vitigno di sicura origine friulana, da sempre coltivato e consumato nel Friuli Venezia Giulia.
Di colore giallo paglierino intenso con riflessi verdolini, fresco e fine, con aromi di mandorla e fiori di campo
E’ un vino secco,da bersi ancora quando è giovane, intenso e pieno.
Curiosità:
Il “tajut” corrisponde al volume di 1/8 di litro, sinonimo in Friuli Venezia Giulia di bicchiere di vino e, ancora di più, di un bicchiere di Tocai.
La storia di questo vitigno è davvero tormentata, conteso tra il Friuli Venezia Giulia, merito dei friulano per averlo salvato da sicura scomparsa, e l’Ungheria, per l’equivoco creato dal Tokaji ungherese, ottenuto da uve Furmint attaccate dalla Botrytis cinerea.
Dal 31 marzo 2007 il nome del vino Tocai friulano, non esiste più, ma esisterà Friuli bianco.

Accostamenti gastronomici: vino da aperitivo e da antipasti magri e all’italiana, minestre in brodo e asciutte, piatti di pesce.

ingredienti per la besciamella
300 ml di latte
3o grammi di farina 00
30 grammi di burro
sale
 

ingredienti per il flan di formaggio Asiago
50 grammi di Formaggio Asiago Stagionato Stravecchio
50 grammi di Formaggio Asiago Stagionato Mezzano
2 tuorli d’uovo
2 albumi montati a neve
30 grammi di porcini secchi e ammollati
1 spicchio di aglio
olio di oliva extravergine
sale
pepe 

ingredienti per la vellutata di zucca
500 grammi di zucca pulita
400 ml di brodo vegetale,caldo
1 scalogno
50 grammi di panna fresca
olio di oliva extravergine
sale
pepepreparazione della vellutata di zucca

Tritate finemente lo scalogno e fatelo soffriggere senza fargli prendere colore in una casseruola con un paio di cucchiai di olio.
Pulite la zucca e tagliatela a pezzettoni, aggiungetela allo scalogno e fatela rosolare qualche minuto.
Coprite la zucca con il brodo vegetale, e fate cuocere per circa 40 minuti, mescolando di tanto in tanto.
Trascorso il tempo la zucca dovrebbe risultare sfatta regolate di sale e di pepe .
Aggiungete la panna  quindi frullate con il mixer a immersione fino a ottenere una crema liscia .
Tenete da parte.

preparazione del flan di formaggio e porcini
Mettete in ammollo in acqua tiepida i funghi porcini.
Una volta ben ammorbiditi, strizzateli e fateli cuocere in una padella con un filo di olio di oliva extravergine e uno spicchio di aglio.
Salate e pepate, una volta cotti teneteli da parte e fate intiepidire.
Una volta freddi tritateli finemente.
In un pentolino fate sciogliere il burro a fuoco lento, aggiungete la farina setacciata mescolando  con una frusta da cucina, in modo da incorporare  la farina nel burro.
Aggiungete il latte freddo,sempre mescolando,fino a quando inizia a bollire.
Salate, e cuocete per almeno 15′ a pentolino coperto e mescolando spesso.
Versate la besciamella in una ciotola, aggiungete i due formaggi Asiago D.o.p, i tuorli, i funghi porcini infine gli albumi montati, sale e pepe.
Versate il composto in 6 ramequin in ceramica imburrati, quindi mettete le ciotoline in una pirofila da forno con 2 dita di acqua per la cottura a bagnomaria.
Cuocete i flan nel forno, a 180°C. per circa 30 minuti.
preparazione del piatto
Versate in un piatto fondo  un mestolo di vellutata di zucca e adagiatevi delicatamente il flan di formaggio Asiago e porcini.
Servite accompagnando del vino bianco friulano, servito a una temperatura di 12 °

 

Con questa ricetta partecipo a #loguistocon il contest del Consorzio di Tutela del Formaggio Asiago DOP

 

antipasti

CAMEMBERT AL FORNO CON AGLIO E ROSMARINO

Le uniche controindicazioni per questa ricetta potrebbero esserci prima e dopo aver mangiato il Camembert al forno.
Prima perché ogni volta che apri il frigorifero viene assalito dal profumo di formaggio…mia figlia non lo considera proprio profumo.
Il dopo sono le bacchettate della mia nutrizionista che mi indica gentilmente la strada per andare sulla bilancia… ma ve lo giuro io l’ho solamente assaggiato, i miei sacrifici da qualche mese a questa parte non voglio mandarli in fumo.
Volete iniziare in bellezza con un antipasto semplice e non proprio dietetico?
Ecco questo Camembert al forno è quello che fa per voi, nulla di nuovo ma solo per “rispolverare” qualche idea per cene  semplici senza dover passare molto tempo davanti ai fornelli. 

ingredienti per 4 persone

4 Camembert monoporzione da 125 grammi 
aglio
rosmarino fresco
pepe nero
pane tostato

preparazione

Aprite le 4 confezioni di Camembert, eliminate la carta protettiva e rimettetelo nella scatolina di legno ricoperta con carta da forno.
Con un coltellino appuntito incidete la superficie del formaggio in modo da permettere al condimento di entrare.
Condite la superficie con pepe nero,un paio di spicchi di aglio in camicia, qualche ago di rosmarino fresco ed infine un filo di olio.
Infornate in forno già caldo a 180° per circa 25/30 minuti.
Sfornate e servite  ben caldo con del pane tostato.

Note : se volete il profumo dell’aglio “più deciso” potete tagliato a lamelle e inserirlo nel formaggio con delle piccole incisioni sulla crosta.

antipasti/ piatti unici

CARPACCIO DI PRIMOSALE CON MELE E SPECK CROCCANTE – GIORNATA NAZIONALE DEL CARPACCIO

Questa storia del Calendario del cibo italiano mi diverte, e non solo si mangia.
Oggi, il Calendario vuole “festeggiare” la giornata del Carpaccio.
Il nome del piatto si deve a Giuseppe Cipriani, proprietario e chef dell’Harry’s Bar di Venezia, che un giorno del 1950 preparò il piatto, a base di carne cruda, appositamente per un’amica, la contessa Amalia Nani Mocenigo, quando seppe che i medici le avevano vietato la carne cotta.
Il nome venne dato in onore del pittore Vittore Carpaccio, poiché a Cipriani il colore della carne cruda ricordava i colori intensi dei quadri del pittore, delle cui opere si teneva in quel periodo una mostra nel Palazzo Ducale di Venezia.
Secondo alcuni il quadro del Carpaccio che avrebbe ispirato Cipriani sarebbe la Predica di santo Stefano (Museo del Louvre, Parigi).
Il termine “carpaccio” viene utilizzato anche per indicare ricette a base di pietanze cotte come ad esempio del carpaccio di polpo, la cui ricetta prevede la cottura del polpo prima del procedimento di preparazione del carpaccio.

(dal web)

« Se voi sfilettate della carne cruda, naturalmente freschissima e tagliata in fettine leggere come fosse un prosciutto, eccovi (con l’aggiunta di un tantino di salsa) il carpaccio.
Con il carpaccio gli imbrogli sono proibiti.
Il suo segreto è nell’essere interamente svelato, nudo come mamma l’ha fatto.
Per questo, non riconoscendone tante qualità, non amo la cucina francese, che predilige invece i cibi in maschera.
Come è nato il carpaccio?
Alla contessa Amalia Nani Mocenigo i medici avevano ordinato una dieta strettissima.
Non poteva mangiare carne cotta e così, per accontentarla, pensai di affettare un filetto molto sottile.
La carne da sola era un po’ insipida; ma c’era una salsa molto semplice che chiamo universale per la sua adattabilità alla carne e al pesce.
Ne misi una spruzzatina sul filetto e, in onore del pittore di cui quell’anno a Venezia si faceva un gran parlare per via della mostra e anche perché il colore del piatto ricordava certi colori dell’artista, lo chiamai carpaccio. »

(Giuseppe Cipriani, “L’angolo dell’Harry’s Bar”, 1978)

ingredienti per 4 persone
 
1 mela Stark
1 mela Granny Smith
succo di un limone
6 fette di speck (affettato non troppo sottilmente)
250 grammi di formaggio primosale
rucola selvatica
olio di oliva extravergine
erba cipollina
sale
pepe rosa

preparazione

Lavate le mele, eliminate il torsolo con l’apposito strumento e affettatele, quindi mettetele in una ciotola con acqua acidulata da ½ limone.
Tagliate a julienne lo speck, quindi fatelo rosolare in un padellino antiaderente in modo da renderlo croccante.
Tagliate l’erba cipollina, mescolatela con il succo del mezzo limone rimasto, sale e pepe schiacciato ed emulsionate con 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva.
Affettate il formaggio primosale.
Levate le fette di mela dall’acqua e asciugatele delicatamente con un canovaccio.
Iniziate a comporre il piatto con un lettino di rucoletta, una fetta di mela rossa, uno di formaggio, lo speck e un cucchiaio di olio all’erba cipollina, quindi una fetta di mela verde,uno di formaggio, lo speck e un cucchiaio di olio all’erba cipollina, fino ad arrivare a 6 strati di mela.
Guarnite il carpaccio di mele con lo speck e la rucola, condite con l’olio all’erba cipollina.  

 

antipasti

TARTELLETTE AL FORMAGGIO DI CAPRA, UVA ARROSTITA E ROSMARINO

 

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Era da un po’ di mesi che latitavo…non riesco, accidenti a me,  fare cose dove non sono convinta, anche solo per gioco.
Ma questa non potevo assolutamente perderla… troppo invitante.
Amo da sempre l’abbinamento frutta – formaggio …e questa tartelletta con uva fragola, rubata al vicino, e tomino di capra sono semplicemente da sballo.

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ingredienti per i gusci per 4 persone

190 grammi di farina di mandorle
  20 grammi di farina integrale
  10 grammi di fecola di patate
45 ml di olio più altro per oliare gli stampi
un pizzico di sale
1 uovo, a temperatura ambiente

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ingredienti per la farcia al formaggio di capra
225 grammi di formaggio di capra morbido
1 spicchio d’aglio
1 cucchiaio di rosmarino fresco
15 ml di olio extravergine di oliva
30 ml di di succo di limone
qualche cucchiaiata di acqua
sale qb.
pepe qb.

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ingredienti per  l’uva arrostita
250 grammi di uva nera “fragola”
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
sale qb
pepe qb

preparazione dei gusci

Preriscaldate il forno a 175°C.
Con il pennello oliate leggermente gli stampi e teneteli da parte.
Mettete tutti gli ingredienti in una ciotola e mescolate per bene; l’impasto tenderà  a sbriciolarsi, ma si compatterà quando sarà pressato negli stampi.
Dividete l’impasto negli stampi e pressate bene formando uno strato uniforme sia sul fondo che sui bordi.
Mettete gli stampi in una teglia e infornate per 15-20 minuti : i gusci dovranno risultare ben dorati.
Se dovessero scurirsi troppo, copriteli con un foglio di alluminio.

Una volta cotti sfornate e fate raffreddare.
Riportate  la temperatura del forno a 200°C per cuocere l’uva.

preparazione della farcia al formaggio di capra

Mettete l’aglio e il rosmarino nel tritatutto e tritate finemente, aggiungete il formaggio di capra, l’olio e il succo di limone.
Frullate fino ad ottenere un composto cremoso, aggiungendo se necessario un po’ d’acqua, poca alla volta, per far sì che sia bella vellutata: non aggiungetene comunque più di 60 ml.
Levate i gusci dagli stampi e sistemateli su un piatto da portata. 
Ormai freddi riempiteli con la farcia al formaggio, livellando la superficie .
Mettete le tartellette in frigo affinché si rassodino.

preparazione dell’uva arrostita

Preriscaldate il forno a 200°C.
Prendete una teglia dai bordi bassi e disponetevi i grappoli d’uva ,lavati e asciugati, in un unico strato.
Irrorate con l’olio e condite con sale e pepe.
Cuocete in forno per 15-20 minuti, finché gli acini non inizieranno a scoppiare e il succo che li circonda non inizia a caramellare.

composizione finale della tartelletta

Quando l’uva si sarà raffreddata e la farcia al formaggio sarà rassodata, disponete i chicchi sulle tartellette .
Decorate con rosmarino fresco e servite subito o conservatele in frigo fino al momento di servirle.

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