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secondi piatti & piatti unici

piatti unici/ secondi piatti di carne

STINCO AI POMODORI SECCHI

 

 

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Capitano quelle sere che dopo cena sbadatamente mi bevo il caffé,non lo faccio mai perché conosco gli effetti che ha su di me …se un instante prima ho sonno, incredibilmente tutto passa.
E così mi ritrovo a “fare zapping” tra i blog di cucina che più mi interessano e facebook…
Capito spesso nella pagina di Maria Pia e leggo che ha vinto il The Recipetionist del mese scorso.
Non so cos’è, però la curiosità si dice che è femmina , e vado a leggere…la cosa mi appassiona e decido di partecipare.
La scelta della ricetta non è stata facile, tante e tutte molto invitanti…
Un contest simpatico che consiste nel preparare una ricetta della vincitrice della sfida del mese “precedente” e aggiungere o sostituire , un ingrediente.
Comunque se volete partecipare andate a leggere sul blog di Flavia ,troverete tutto spiegato alla perfezione.
La ricetta che ho scelto è “Coniglio ai pomodori secchi” (qui)…non ho usato della carne di coniglio ma lo stinco di maiale.

ingredienti per 2 persone
2 stinchi di maiale
100 grammi di pomodori secchi
1/2 cipolla dorata
4 spicchi di aglio
1 mazzetto di prezzemolo
1 bicchiere di vino bianco
1 bicchiere di aceto di vino bianco + 100 ml per sbollentare i pomodori secchi
olio extravergine di oliva q.b.
sale
pepe nero appena macinato
1 peperoncino di cajenna
brodo vegetale caldo (oppure fondo bruno di vitello o di coniglio)
acqua 

preparazione della marinata per gli stinchi

Mettete i due stinchi in una terrina con i gambi  di prezzemolo e 2 spicchi di aglio e bagnateli con l’aceto, coprite con la pellicola e fate marinare tutta la notte in frigo.
Il giorno dopo scolate gli stinchi dalla marinata eliminando i gambi di prezzemolo, ma tenendo i 2 spicchi di aglio.

preparazione della crema di pomodori secchi

Sbollentate i pomodori secchi in 100 ml di aceto di vino bianco e 200 ml di acqua, poi scolarli e allargarli sul tagliere per farli raffreddare velocemente.
Mettete nel robot da cucina i 2 spicchi d’aglio della marinata privati del germoglio interno e gli altri 2 spicchi, Aggiungete la cipolla tagliata a pezzi, una manciata di foglie di prezzemolo, il peperoncino, una bella macinata di pepe e 3 cucchiai di olio extravergine di oliva.
Avviate l’apparecchio fermandolo ogni tanto per staccare dalle pareti i pezzi tritati più grossolanamente.
Aggiungete i pomodori secchi oramai raffreddati e riavviate il robot, fino a ottenere una crema.
Regolate di sapore: attenzione i pomodori sono già saporiti .
Preriscaldare il forno a 160 °C in modalità statica.Tamponate con carta da cucina i 2 stinchi e spalmateli con questa crema di pomodori.
Scaldate in un tegame che possa andare anche in forno 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva e rosolate gli stinchi (l’olio contenuto nella crema aiuterà la rosolatura).
Rimetteteli nel tegame, sfumate con il vino bianco e unite il brodo caldo.
Coprite il tegame  con un foglio di alluminio e mettetelo in forno per un’ora e mezza, girando gli stinchi a metà cottura.
Servite accompagnando con purè di patate.
piatti unici/ secondi piatti di carne

MELANZANE ALLA MAROCCHINA – MELANZANE RIPIENE

 

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Melanzane alla marocchina…non lo so perché si chiamano così!!!
Ho cercato nel web, perfino in un blog di ricette tipiche del Marocco, ma quello che mi appare è tutta un’altra cosa, ricette diverse da questa.
Però nome a parte a me e al mio gentil consorte sono piaciute, tant’è vero che qui siamo alla replica, figliuola a parte perché a lei le melanzane non piacciono, ma poi si fa scorpacciate di quelle sottolio ,alla griglia, impanate…
Questa ricetta l’ho presa da sale&pepe.it , e dopo averle preparate, come dicevo prima, una volta, alla seconda ho apportato qualche piccola modifica…e direi che male non ha fatto.
Rispetto all’originale ho aggiunto della mollica di pane ammollate nel latte, per evitare di avere un ripieno troppo asciutto e un pizzico di cumino che dava quel tocco in più.

 

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ingredienti per 4 persone

manzo macinato
pomodoro
pinoli
burro
prezzemolo
menta
cipolle
melanzana
sale q.b.
pepe q.b.
2 spicchi di aglio
semi di cumino

la mollica di pane raffermo
latte q.b.

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preparazione

Mettete in ammollo nel latte la mollica di pane e fatela ammorbidire.
Tritate finemente il mazzetto di prezzemolo e menta.
Tagliate orizzontalmente 2 melanzane , svuotale con un coltellino lasciando uno strato di polpa abbastanza spesso vicino alla buccia.
Salatele e lasciatele capovolte nello scolapasta per 15 minuti in modo che “spurghino” l’acqua.
Nel frattempo preparate la salsa: scottate i pomodori per un minuto in acqua bollente, scolateli e privali della buccia e dei semi e tagliali a pezzetti.
Tritate la cipolla e rosolatela in una padella con il burro; aggiungete il pomodoro e fate cuocere a fuoco vivace per almeno 10 minuti,salate e pepate.
Preparate un trito di cipolla, aglio,pinoli e un pizzico di semi di cumino.
Mettete la carne macinata in una ciotola aggiungete il trito di cipolla,un cucchiaio di mix aromatico tritato e la mollica strizzata, sale e pepe e mescolate per amalgamare bene .
Riempite l’incavo delle melanzane con il ripieno e fatele cuocere nella salsa, a pentola coperta, fuoco basso per almeno   30 minuti.
Servitele spolverate con il trito di prezzemolo e menta.

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piatti unici

PAELLA DE MARISCO

La paella de marisco/mariscos, che poi non ho ancora capito se si scrive con la “esse” finale oppure no, penso sia il piatto più famoso di Spagna, anzi anche senza pensarci tanto… è come dire Italia e pensare a “spaghetti, maccheroni e ….”
Nel corso del tempo è diventata il simbolo della cucina spagnola,senza dimenticare la Tortilla,le patatas bravas e le tapas…e la voglia di ritornare anche per un week end.

In origine la parola “paella”  indicava appunto quella padella larga e bassa in ferro con due manici usata per cuocere il riso, successivamente ha preso il nome anche il piatto preparato.
Nasce a Valencia come piatto “povero“,  un piatto umile della cucina popolare, per sfamare i contadini che anticamente raccoglievano manualmente il riso a base di verdure dell’orto e carne principalmente di pollo e coniglio.
La scelta del riso è fondamentale, solitamente se non lo trovate, se non avete l’importatore ufficiale come nel mio caso, l’acquisto nei vari siti specializzati è una buona cosa.
La qualità consigliata è il famoso “arroz Bomba”, un riso DOP che viene coltivato nella zona della Murgia,ma ahimè “no riso no paella ?” possiamo “sostituirlo”Carnaroli o il Vialone nano .

Cose da fare e da non fare:
– per garantire una cottura uniforme usate tra la padella e la fiamma uno spargifiamma;
il brodo meglio se di pollo o di pesce, fatto con le teste dei crostacei, quello di dado no!!! al massimo un brodo vegetale;
– la paella non è un risotto!!! mi è capitato di leggere  di “il riso va mescolato molto bene per rilasciare gli amidi che conferiscono cremosità e consistenza al risotto (…). La paella è un vero e proprio risotto: non deve essere brodosa e il riso deve essere al dente.” bbbrrrr assolutamente NO il riso non si mescola… mai appunto per evitare che si trasformi in “risotto”.
Il riso va “agitato” prendendo la paella dalle maniglie.
– e se si attacca alla pentola?
E’ questo il buono della paella, la crosticina chiamata “socarrat” è la parte più buona e più contesa.
Curiosità…ma lo sapevate che,diamo un po’ di numeri :
una paellera da 20 cm è per una porzione, da 28 cm per 2, da 30 per 3, ecc. fino ad arrivare a come quella che ho visto qualche anno fa al Mugello…immensamente grande.

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ingredienti

400 grammi di riso
350 grammi di mazzancolle
650 grammi di seppioline
1 chilo di cozze
250 grammi di code di gamberone
500 grammi di anelli di calamaro
300 grammi di fagiolini

2 peperoni verdi
4 pomodori maturi
3-4 spicchi di aglio
zafferano
paprika (dolce o piccante) in polvere
brodo di pesce o vegetale
olio di oliva extravergine
sale

preparazione

Iniziate con la pulizia delle cozze asportando il  “bisso”( la barbetta che spunta tra le due valve ), poi aiutandovi con uno spazzolino incominciate a raschiare la superficie della cozza in  modo da eliminare eventuali incrostazioni.
A mano a mano mettete le cozze così trattate in una bacinella colma di acqua leggermente salata.
Mettete le cozze,scolate, in una padella bella ampia, copritele con il coperchio e fatele aprire su fuoco vivo fino ; togliete dalla padella quelle aperte e gettate quelle che sono rimaste chiuse.
Eliminiamo una buona parte di gusci, conservandone qualcuno per la decorazione; no gettate il sugo di cottura delle cozze usatelo,caldo per la cottura del riso.

Sgusciate le mazzancolle , sgusciate le code di gambero : staccate le zampette e il carapace lasciando, solo per le code di gambero la parte finale della coda, incidete il dorso delle mazzancolle e dei gamberi con l’apposito coltellino ed eliminate il budellino tirando delicatamente per evitare di romperlo.
Lavate sotto l’acqua corrente le seppioline e gli anelli di calamaro.
Sbollentate per qualche secondo in acqua bollente i pomodori per facilitare l’eliminazione della buccia, togliete i semini quindi sfilettateli.

Mondate i fagiolini, tagliateli a metà e sbollentateli in acqua salata per 3 minuti. 
Lavate ed eliminate le nervature interne bianche al peperone, quindi tagliatelo a pezzetti regolari (circa 2 cm per lato) .
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Nella pentola (la paella) mettete a scaldare un filo di olio, l’aglio, aggiungete le mazzancolle e le code di gamberone cuocetele e una volta cotte, avranno preso colore, leviamole e teniamole da parte: ricordatevi di levare l’aglio.

Procedete con la cottura, sempre nella stessa padella,  dei calamari e delle seppioline, unite i pomodori sfilettati, il peperone e i fagiolini, continuando la cottura per 5 minuti.
Aggiungete il riso e coprite il tutto con il brodo caldo (di pesce o vegetale); aggiungete lo zafferano e la paprika e mescolate solo una volta,poi basta.
Nota: se il brodo dovesse scarseggiare, aggiungete un mestolino alla volta.
Dopo qualche minuto,muovete delicatamente la paella per i manici.
Trascorsi 15 minuti aggiungete le mazzancolle e le code di gamberone, mentre le cozze le aggiungerete a riso quasi cotto, sistemando qualche guscio in piedi; terminate la cottura.
Prima di servire fate riposare per 5 minuti .

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secondi piatti di carne

TARTARE DI MANZO

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La carne alla tartara o semplicemente tartare  è un piatto a base di carne rossa molto magra ,freschissima, macinata finemente o battuta  al coltello e mangiata cruda dopo averla fatta marinare con del succo di limone, oppure nel vino o in altri alcolici.
L’origine sembra legata al popolo dei Tartari, anche se poi ha riscosso enorme successo in Francia e in tutta Europa.
Numerose sono le varianti, chi la preferisce leggermente piccante aggiungendo qualche goccia di tabasco, chi aggiunge le acciughe,chi l’aglio al posto della cipolla…insomma da provare perché in qualsiasi modo è sempre ottima.

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ingredienti per 2 persone

400 grammi di  carne di manzo
tuorli
salsa Worcester
senape di Digione
succo di 1 limone
 capperi sottosale
1 cipollotto fresco
1 cucchiaio di olive nere di Gaeta
3/4 cetriolini sott’aceto
un ciuffo di prezzemolo fresco
olio extravergine d’oliva
sale
pepe

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preparazione

In una ciotola mescolate un cucchiaio di senape,un cucchiaio di capperi precedentemente dissalati, i cetriolini tagliati a rondelle, le olive snocciolate, il cipollotto affettato sottilmente, un pizzico di prezzemolo tritato,qualche goccia di salsa Worcester, un filo d’olio extravergine d’oliva, il succo di limone,sale e pepe.
Versate la salsina preparata sulla carne, mescolate bene.

Aiutandovi con un coppa-pasta disponete metà della carne su un piatto,  con il dorso del cucchiaio create un incavo quindi adagiatevi il tuorlo .
Servite accompagnando con fette di pane tostato.

 

 

 

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